mercoledì 11 gennaio 2017

Libri da Oscar: "Le Dodici Domande" di Vikas Swarup - E' la tua riposta definitiva? La accendiamo?

"E' la tua risposta definitiva? La accendiamo?"

Quante volte ho sentito queste parole! 
La voce calda, rassicurante e il sorriso sornione erano quelli di Gerry Scotti, che tutte le sere per molti anni mi ha tenuto compagnia, mentre preparavo la cena, con la versione italiana di un gioco a premi famosissimo nel mondo.
E tra un trito di cipolla ed un taglio di verdure, provavo anch'io a rispondere insieme al concorrente, formulavo le mie ipotesi, giocavo e mi divertivo a vedere fin dove riuscivo a spingermi.

Il gioco era semplice ed accessibile a tutti: bastava un po' di cultura generale e, certo, una buona dose di fortuna: quella che serviva a farti uscire le domande giuste.

Il protagonista de "Le dodici domande", Ram Mohammad Thomas, è un giovane cameriere di soli diciotto anni che la giusta dose di fortuna ce l'ha: risponde senza esitazioni e quasi senza aiuto alle dodici domande di "VVUM", la versione indiana di "Chi vuol essere milionario", vincendo così un miliardo di rupie. 

Gli organizzatori del programma non riescono a capire come quel ragazzo abbia potuto rispondere a domande tanto specifiche, ma sborsare una cifra di quella entità non rientra certo nelle loro intenzioni. 

Così trovano la loro personalissima soluzione al problema: fanno arrestare Ram con l'accusa di aver barato. E siccome siamo in India, il sistema giusto utilizzato dalla Polizia per estorcere una confessione sembra essere solo uno: quello della tortura. 

Ram cerca di resistere ma sa che alla fine firmerà la confessione; magari dopo altre dieci o quindici frustate. O altre cinque o sei elettroshock.Ma firmerà. 
Proprio quando sta per cedere però, arriva il miracolo: Smita, una giovane donna, irrompe nel commissariato presentandosi come l'avvocato di Ram. Con un discorso semplice quanto efficace, ottiene l'immediata scarcerazione del suo cliente. 

Lo conduce a casa sua e dopo avergli prestato le prime cure, lo esorta a raccontarle come sono andate veramente le cose durante la diretta. Inserisce la registrazione della puntata nel lettore dvd e chiede a Ram di dirle tutta la verità.

Da quel momento in poi le dodici domande del quiz diventeranno il pretesto dell'autore per raccontare la storia di Ram, della sua vita sfortunata di orfano cresciuto senza famiglia e senza istruzione, dell'indigenza nelle baraccopoli ai margini di Mumbai e della violenza subita. 

Ogni aneddoto raccontato però, cela sempre un dettaglio, un particolare visto o sentito, un'informazione che, per quanto insignificante possa sembrare all'interno del racconto stesso, diventa ai fini del gioco un passo verso la vittoria ed il riscatto sociale. 

Questo romanzo ha ispirato il film pluri premiato con l'Oscar "The Millionaire" ed è stato un vero piacere per me leggerlo per la rubrica "Libri da Oscar". 
La trama è estremamente coinvolgente ed i capitoli, intitolati con il numero corrispondente alla cifra in palio per la domanda a cui si riferiscono, sono uno stimolo continuo a proseguire nella lettura. 

La vita di Ram è fondamentalmente triste e sfortunata e malgrado la bella storia di amicizia e di lealtà nei confronti del suo migliore amico Salim, rimane una narrazione di povertà; non paragonabile alle storie di miseria e di totale degrado descritte ne "La città della gioia" di Dominique Lapierre, che sono, se possibile, ancora più agghiaccianti, ma comunque sufficientemente miserabili da avermi fatto ringraziare il buon Dio di avermi fatto nascere dalla parte giusta del mondo. 

Un bel libro con un bel finale.

Buona Lettura!

{Le Dodici Domande, Vikas Swarup, Editore Guanda, Pagine 271}

  

4 commenti:

  1. Ho adorato il film e prima o poi leggerò anche il libro.
    Baci, Stefi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. A me manca il film invece...e vorrei proprio vederlo.
      Grazie e ciao

      Elimina
  2. Ho amato tantissimo questo libro quando l'ho letto, anni fa. Stupendo, uno di quelli che restano dentro a lungo

    RispondiElimina
  3. Sì, è vero. Anch' io l'ho amato.

    RispondiElimina

Powered by Blogger.